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11/11/2020

Il CdA Hera approva i risultati del terzo trimestre 2020

La multiutility consolida i primi nove mesi dell’anno migliorando i principali indicatori economici rispetto allo stesso periodo del 2019, superando gli impatti dell’emergenza Coronavirus. Risultati positivi, in linea con la crescita prevista nel Piano industriale al 2023, anche grazie alle operazioni di allargamento del perimetro e agli investimenti per la resilienza e la sostenibilità

 
Gruppo_Hera_3Q_870


Highlight finanziari

  • Ricavi a 4.905,9 milioni di euro (-3,1%)
  • Margine operativo lordo (MOL) a 806,2 milioni (+2,6%)
  • Utile netto a 244,7 milioni (+1,1%)
  • Posizione finanziaria netta stabile a 3.284,5 milioni

Highlight operativi

  • Resilienza garantita dal mix di crescita organica e per linee esterne
  • Buoni contributi soprattutto dalle aree gas ed energia elettrica
  • Solida base di oltre 3,3 milioni di clienti nei settori energy, in forte crescita grazie all’operazione con Ascopiave


Il Consiglio di Amministrazione del Gruppo Hera, presieduto da Tomaso Tommasi di Vignano, ha approvato all’unanimità la relazione trimestrale consolidata al 30 settembre 2020. La relazione presenta i principali indicatori economici in miglioramento rispetto all’equivalente periodo dello scorso anno, a conferma dell’andamento positivo della multiutility e della solidità dei suoi fondamentali, che le hanno consentito di superare anche gli inevitabili impatti legati all’emergenza sanitaria che ha colpito il Paese.

In particolare, tra i principali risultati dei primi nove mesi del 2020 – in linea con la crescita attesa nel Piano industriale al 2023 – si evidenziano un aumento del MOL di oltre 20 milioni di euro e il miglioramento del rapporto PFN/MOL, nonché la continua creazione di valore per gli stakeholder, a partire dagli azionisti a cui sono stati distribuiti come previsto dividendi per oltre 150 milioni di euro
Come di consueto le operazioni di M&A, insieme a una crescita organica sostenuta da efficientamenti e investimenti, hanno rappresentato il principale volano dei risultati del Gruppo. Prima fra tutte, la recente partnership con Ascopiave, consolidata a inizio anno, che attraverso EstEnergy ha dato vita al maggior operatore energy del Nord-Est e ha portato al superamento di oltre 3,3 milioni di clienti complessivi nei settori energetici.

Ricavi a 4.905,9 milioni di euro

Nei primi nove mesi del 2020, i ricavi sono stati pari a 4.905,9 milioni di euro, rispetto ai 5.063,2 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. Su questo risultato hanno inciso soprattutto la riduzione dei ricavi delle attività di trading, produzione e vendita di energia elettrica e gas, il minor prezzo delle commodity, i minori volumi venduti e i servizi di gestione calore e teleriscaldamento. A mitigare questi impatti hanno concorso diversi fattori, tra cui le variazioni di perimetro e l’aumento dei ricavi regolati energy.

Margine operativo lordo (MOL) in crescita a 806,2 milioni di euro

Il margine operativo lordo passa da 785,8 milioni di euro dei primi nove mesi del 2019 a 806,2 milioni di euro del 30 settembre 2020, in rialzo del 2,6%, nonostante gli impatti negativi dovuti al clima mite di quest’anno e all’emergenza Coronavirus. Questa crescita – che abbraccia tutto l’arco dei primi nove mesi del 2020 – è stata ottenuta soprattutto grazie alle performance delle aree energy (gas ed energia elettrica), per effetto della partnership con Ascopiave. Risultati positivi sono stati registrati anche nel ciclo idrico, che ha visto azioni di efficientamento per la resilienza e la sostenibilità, e negli altri servizi, tra cui l’illuminazione pubblica e le telecomunicazioni.

Risultato operativo in crescita a 414,7 milioni di euro

Il risultato operativo sale a 414,7 milioni di euro, rispetto ai 405,5 del 30 settembre 2019, con un rialzo del 2,3%. La gestione finanziaria alla fine dei primi nove mesi del 2020 si attesta a 79,5 milioni, con una variazione di 12,4 milioni rispetto all’analogo periodo dell’anno passato per effetto, da un lato, di minori oneri finanziari e, dall’altro, di maggiori oneri non monetari, connessi per lo più all’operazione con Ascopiave. L’utile prima delle imposte è sostanzialmente stabile a 335,2 milioni di euro.

Utile netto in aumento a 244,7 milioni (+1,1%)

L’utile netto al 30 settembre 2020 cresce a 244,7 milioni di euro (+1,1%) rispetto ai 242 milioni dell’analogo periodo dell’anno precedente, con l’utile di pertinenza degli Azionisti del Gruppo che sale a 233,1 milioni di euro rispetto ai 230,8 milioni al 30 settembre 2019 (+1%). Questi risultati beneficiano anche di un tax rate del 27%, in ulteriore miglioramento rispetto al 28,5% dell’analogo periodo dell’esercizio precedente, grazie in particolare all’impegno del Gruppo nel sostenere significativi investimenti per la trasformazione tecnologica, digitale e ambientale, e per i benefici introdotti con il Decreto Rilancio del Governo.

Investimenti operativi per 333,6 milioni di euro e posizione finanziaria netta stabile

Nel corso dei primi nove mesi del 2020, Hera ha effettuato investimenti operativi per 333,6 milioni di euro, sostanzialmente in linea con gli investimenti dell’anno precedente e con i progetti previsti anche in chiave green nel Piano industriale. Gli investimenti sono stati destinati soprattutto a impianti, reti e infrastrutture, nonché agli adeguamenti normativi in ambito depurativo e fognario e all’installazione massiva dei contatori gas di nuova generazione. Oltre al finanziamento di questi investimenti e al pagamento di dividendi, la positiva generazione di cassa ha consentito di sostenere anche investimenti finanziari, riferiti principalmente all’operazione strategica con Ascopiave e all’acquisto di azioni proprie a seguito delle opportunità di mercato.

 
 
 
 
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