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IMPIANTI

Impianto di potabilizzazione Val di Setta

 
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    etichettadescrizione
    Nome ImpiantoVal di Setta
    Comune di ubicazioneSasso Marconi
    Acquedotto di appartenenzaAcquedotto primario di Bologna
    N. comuni serviti (completamente o parzialmente)22 (alimentazione garantita anche da altri impianti)
    Elenco comuni servitiSasso Marconi, San Lazzaro Di Savena, Monterenzio (in parte), Ozzano Dell`Emilia, Minerbio, Sala Bolognese, Bologna, Casalecchio Di Reno, Castello D`Argile, Pianoro (in parte), Argelato, Castel Maggiore, San Pietro In Casale, San Giorgio Di Piano, Bentivoglio, Granarolo Dell`Emilia, Castenaso, Malalbergo, Anzola Dell`Emilia, Valsamoggia (in parte), Zola Predosa, Budrio
    N. cittadini serviticirca 650.000
    Potenzialità in L/sec2.400
    Volumi idrici immessi in rete in Mm3 (Volumi idrici prodotti in Mm3)42
    Rete acquedottistica servita in Kmcirca 3.800
    Etichetta dell'acquaCarta dei servizi


    Dati aggiornati al 31.12.2015

    L'impianto di potabilizzazione Val di Setta si trova nel Comune di Sasso Marconi, in Provincia di Bologna, in un luogo di grande interesse storico e naturalistico, alla confluenza tra il fiume Reno e il torrente Setta. L'impianto tratta acqua superficiale sia del fiume Reno che del torrente Setta (affluente di destra del fiume Reno). Dal torrente Setta l'acqua viene derivata per mezzo di una traversa in alveo posta poco a monte della Centrale. Dal fiume Reno l'acqua viene derivata mediante un'opera di presa posta sulla destra dell'alveo in località Panico del Comune di Marzabotto e viene fatta confluire alla Centrale mediante una condotta specifica di diametro nominale di 1400 mm e della lunghezza di 4,4 Km. Con una potenzialità massima di produzione idropotabile di 2.400 litri/secondo per un volume annuo mediamente di oltre 46 milioni di mc, questo impianto provvede al fabbisogno idrico di circa la metà di tutto il comprensorio bolognese. La prima fase di trattamento dell'acqua grezza è costituita da una grigliatura che permette di eliminare i materiali grossolani. Segue una presedimentazione, nella quale in apposite vasche le sabbie e i limi si depositano per gravità, in uscita da tali vasche l'acqua viene avviata alla preozonazione, ossia un'ossidazione a base di aria contenente basse concentrazioni di ozono, che ha lo scopo di abbattere parte del carico organico presente nell'acqua grezza. Si passa quindi alla chiariflocculazione, finalizzata all'eliminazione delle sostanze colloidali ancora presenti mediante l'utilizzo di reagenti che, agendo sulla struttura chimica e sulla carica elettrica delle particelle, ne favoriscono l'aggregazione e la precipitazione. L'acqua sottoposta a tale processo viene successivamente filtrata su letti di sabbie quarzifere per eliminare i residui della chiariflocculazione. Segue quindi una fase di ozonizzazione in cui l'elevatissimo potere ossidante dell'ozono svolge una rapida ed efficace azione contro i microrganismi eventualmente ancora presenti: l'ozono ha il vantaggio, rispetto ad altri reagenti a base di cloro, di abbattere molte tipologie di inquinanti producendo minori residui. Prima di essere immessa nella rete di distribuzione, l'acqua viene infine sottoposta a un ulteriore trattamento di disinfezione mediante iniezione di biossido di cloro, allo scopo di preservarla da possibili contaminazioni microbiologiche nella successiva fase di distribuzione.

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